Per non dimenticare – Capaci (PA) 23/5/1992

Immagine

Martiri per la giustizia.

Giovanni Falcone – Francesca Morvillo – Vito Schifani – Rocco Dicillo – Antonio Montinaro

Buon senso

Ma davvero crediamo alla favoletta che rinunciando a candidare Roma per i “giuochi” olimpici 2020 si perde un’occasione di sviluppo per l’Italia?
… e tutte le occasioni di sviluppo di cui il nostro Paese già dispone e che ci stiamo perdendo ad una ad una, dove le mettiamo?

Crolli a Pompei

Il naufragio all’Isola del Giglio

Le Dolomiti cadono a pezzi (Cinque Torri)

Alluvione alle Cinque Terre in Liguria

… e sicuramente me ne sono dimenticata parecchi!

Per memoria:
scavi di Pompei

acque all’Isola del Giglio (GR)

Dolomiti Venete

Vernazza (SP)

ma mi piacerebbe anche aggiungere…

Gone too soon

Lo so che la morte di una sola persona può sembrare insignificante soprattutto di fronte ai drammi cui, ovunque nel mondo, impotenti e, ahimè, spesso indifferenti, assistiamo quotidianamente… tuttavia, profonda tristezza ho provato alla notizia della morte di Whitney Houston che tante emozioni mi ha fatto provare, grazie alla “celestialità” della sua voce… RIP

Il posto fisso


(ispirata dalla trasmissione Caterpillar su Radio2 nella puntata del 6 febbraio)

… in effetti la regina Elisabetta II è il caso più eclatante di persona che si è “accontentata” di rimanere fedele allo stesso impiego per tutta la vita, tra l’altro restando sempre vicino a mammà….

A qualche giorno di distanza dalla frase del premier che ha scatenato numerose accese reazioni, a cui si è allineata ieri il ministro Cancellieri, aggiungendo che il posto fisso gli italiani lo cercano vicino ai genitori, mi permetto di osservare che c’è molto di vero in quanto affermato ma che, d’altra parte, non è così strano che parecchi si siano invece offesi per queste dichiarazioni.

Anch’io nel mio ambiente di lavoro e nel mio contesto di vita quotidiana osservo che spesso nei giovani (ma non solo in loro) c’è la tendenza ad accontentarsi, a privilegiare lo stipendio rispetto ad uno scopo di vita, ad una “missione” (giusto per usare una parolona) che invero è rintracciabile anche in quelli che possono essere i lavori più semplici, riscontro l’abitudine a separare “lavoro” da “vita”, cercando soluzioni “facili” e “comode” piuttosto che “coinvolgenti”, “stimolati”, “sfidanti”…. e raramente vedo l’aspirazione ad una crescita professionale che prima di tutto si concretizzi in competenza e non in mera carriera.
… però ahimè non è sempre così, non sono la pigrizia, lo scarso interesse nel lavoro come momento di crescita personale, l’incapacità a vivere la professione come progetto coinvolgente, a condizionare le scelte dei giovani e meno giovani.
In Italia dov’è il sistema che incoraggia ad allontanarci dalle nostre radici, quali sono i meccanismi che sostengono e favoriscono la flessibilità e mobilità professionale (e non solo a vantaggio del datore di lavoro)?
Dove sono gli asili nido sufficienti a soddisfare la domanda, gli hospice per assistere i genitori anziani non più autosufficienti, le politiche per gli alloggi che permettano anche ai più giovani di trovar casa “lontano da casa” senza doversi svenare o continuare a dipendere dai genitori?

Rinunce

Apprendiamo che il Presidente del Consiglio, nonché ministro dell’Economia, rinuncia al proprio compenso da Presidente e Ministro. E’ un bell’esempio, in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutti gli italiani, ed in netta contrapposizione con l’atteggiamento dei parlamentari in carica che fanno le acrobazie per evitare qualsiasi sconto ai propri privilegi.
Nei giorni scorsi si parlava di pagare i debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese con titoli di Stato…. è una proposta che fa un po’ impressione, considerato che le piccole e medie imprese che fanno “affari” con la P.A. soffrono parecchio i ritardati pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche, soprattutto quando forniscono beni.
Considerato che la gravissima condizione in cui ci troviamo, anche se non è stata determinata direttamente dalla classe politica che sta sia in Parlamento, sia nel vecchio Governo e nelle amministrazioni pubbliche locali, da questa non è stata mai efficacemente contrastata anzi sicuramente è stata aggravata, perché non cominciamo a remunerare loro con titoli di stato … che forse hanno contribuito a deprimere? Chi meglio dei parlamentari, decidendo di farsi compensare, magari anche solo parzialmente, in buoni del tesoro, potrebbe contribuire a far riacquistare fiducia nell’affidabilità dei nostri titoli del debito pubblico?

Sollievo?

Ormai non è più una notizia: ce ne siamo liberati, almeno per un po’, ma non credo che quello che ci aspetta nel futuro giustifichi cortei strombazzanti, né il come ce ne siamo sbarazzati può essere motivo di rallegrarsi tanto.
Comunque trovo geniale la performance di orchestra e coro, con l’Hallelujah per la caduta del governo. Stpenda e liberatoria!!!!

Povero Castelli!!!!

Dopo il famoso tormentone “povero Silvio!” del grande Antonio Cornacchione, ecco che se ne preannuncia uno nuovo: “povero ministro (!?!) Castelli”. E’ proprio vero, i comici italiani devono tutta la loro fortuna all’attuale classe politica, che costituisce un’inesauribile fonte di ispirazione. Va ad infoltire la schiera, presieduta, è il caso di dirlo, dal Cavaliere, e a cui appartengono, tra gli altri, Scilipoti, Scajola (e la sua, a sua insaputa, casa con vista Colosseo), Ghedini (e la trovata del “consumatore finale”), Paniz (tenace assertore della buona fede del presidente nel credere Ruby Rubacuori nipote di Mubarak)… e chi più ne ha più ne metta…
Affermare (durante la prima puntata di Piazza Pulita su La7 condotto da Corrado Formigli) che con reddito imponibile dichiarato (la puntualizzazione ha sicuramente un senso) di € 145.000,00 si è “povero in senso marxiano” (ma chi è che si è fumato il cervello? Marx o Castelli?) o è umorismo involontario oppure è un insulto all miseria… propenderei per questa seconda ipotesi. Considerato che, oltre alle indennità, un parlamentare/ministro gode di ormai notissimi e numerosi benefit, i 145.000,00 euro vanno ovviamente intesi netti rispetto alla gran parte delle spese vive.

Io e mio marito, che, fortunatamente, lavoriamo entrambi, osservando la situazione attuale, ci consideriamo dei privilegiati ma, in due, arriveremo forse a metà del suo “reddito imponibile dichiarato”…
!!!!!!!
Abbiamo bisogno di ulteriori prove per capire che la classe politica che ci governa è completamente disallineata rispetto alla realtà concreta ed ai problemi che gli italiani si trovano quotidianamente ad affrontare? …

P.S.: la ricerca su Google con le parole “castelli povero” stamattina presto ha prodotto 1.090.000 risultati … che fosse questo lo scopo vero di un’affermazione apparentemente insensata? 

 

Se il buon giorno si vede dal mattino….

… cosa devo aspettarmi da questa giornata, in cui, sul tragitto da casa all’ufficio ho incrociato un’enorme pantegana pelosa che mi ha attraversato la strada (la pista ciclabile) e che, malgrado le mie scampanellate per spaventarla (!?!), non si decideva a sgomberare? … qualche incontro sgradevole al lavoro? … qualche brutta notizia?…

… devo riuscire al più presto a pensare ad altro, per liberare la mia mente da questa immagine orribile!

Ahhh! Adesso sto meglio!

I love my country ….

Il riferimento è, ovviamente, al Governo italiano, che non perde occasione, come minimo, di coprirsi di ridicolo….

PALLINE AL COCCO

Oggi è il compleanno della mia metà e, sapendo di far cosa a lui gradita, gli ho preparato, come dolce di compleanno poco convenzionale, le “Palline al cocco e cacao”;

200 gr di cocco in scaglie
200 gr. di ricotta
150 gr. di zucchero (io ne ho messo un po’ meno
60 gr. di cacao amaro
1 bicchierino di anice o crema marsala o sambuca

Mescolare la ricotta con lo zucchero, aggiungere 150 gr. di scaglie di cocco, il cacao, il bicchierino di liquore.
Fare le palline prendendo come misura un cucchiaino e “infarinarle” con i rimanenti 50 gr. di scaglie di cocco.
In frigo per almeno due ore.
(grazie Lucia!)

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